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IL LARIOSAURO
Storie tra leggenda e verità

Il lago parla. O, perlomeno, è quello che mi piace pensare.
È pomeriggio inoltrato, la vela è sazia di vento mentre capelli vanno per conto loro. Il lago mi avvolge tra le sue braccia scure mentre il sole all’orizzonte sta aspettando l’ora dell’aperitivo. Lo sguardo si perde mentre penso alle storie che hanno da raccontare queste acque profonde. Per fortuna c’è chi pensa a governare la barca, io, preferisco ascoltare il lago e le sue storie.
Inizia oggi una serie di racconti legati a questo posto magico e misterioso. Il primo di questa serie è legato ad un nome che sa di antico. A pronunciarlo vengono in mente gli albori di questo pianeta.
IL LARIOSAURO
Cosa si nasconde dietro questo nome? Quanto c’è di verità, e quanto di fantasia?
La ricetta vera la conoscono soltanto le acque del lago. Per il resto tanto han fatto le credenze popolari che, da queste parti, possono contare sul prezioso aiuto delle parole trasportate dal vento.
La storia, quella vera, inizia col racconto del ritrovamento dei resti di un animale lacustre ritrovato verso la prima metà del 1800. Un animale parente stretto dei più famosi sauri estinti da millenni. Ma a noi questa versione appare poco gustosa, preferiamo quell’altra, quella che fa parte della tradizione orale del comasco condita di mistero e paura. Pare difatti che, nella zona tra Cernobbio, Blevio e Torno, nei tempi più remoti, le nonne invocassero il “Lariosauro” come figura punitiva per i bambini “se non ti allontani dalla riva chiamo il Lariosauro che ti porta via”. Se poi questo Lariosauro fosse un uomo o un mostro non ci è dato saperlo in quanto di documenti ufficiali, ovviamente, non c’è traccia.
Certo è che la figura del mostro è più affascinante, se poi ci aggiungiamo che sotto le spoglie del mostro si possa nascondere un pescatore annegato per amore il mistero è servito su un piatto d’argento: il legame eterno tra amore e morte non fa sconti nemmeno con questa leggenda. Ancora oggi, nelle notti silenziose, qualcuno dice di sentire un mormorio arrivare dall’acqua. Vento, suggestione o, forse, si tratta davvero del Lariosauro, in cerca di qualcuno con cui parlare?
“E se un giorno, camminando lungo la riva, sentiste il vostro nome sussurrato da una voce sconosciuta… non voltatevi. Potrebbe essere lui.”
Brrr, paura vero?
E OGGI?
Oggi la leggenda si fonde con la curiosità:
- lo scrittore Carlo Lucarelli ne ha parlato nel suo libro “Strane Storie” ribattezzando il mostro “Larrie”.
- Il Lariosauro appare in un fumetto, un numero di Topolino dell’epoca. La storia Disney era intitolata “Paperino e il terrore di Golasecca” e racconta le vicende di Paperino e Qui Quo Qua alle prese con una casa galleggiante e l’avvistamento di un misterioso serpente acquatico sul Lago di Como.
- La leggenda ha sollecitato anche la fantasia del cantautore Davide Van De Sfroos con la sua canzone “El Mustru”.
Suggestioni popolari e studi scientifici si mescolano per creare più confusione e, dare voce alla leggenda piuttosto che alla verità è una facoltà lasciata a ciascuno di noi secondo le nostre preferenze.
A voi scegliere quale versione sentita più vostra. Per quanto mi riguarda se dalla riva dovessi sentire una voce sussurrare il mio nome o, peggio ancora vedere un mostro, beh, non so cosa farei ma di certo non morirei di paura.
Ci sono altre storie che vi devo raccontare perché, lo sapete, ogni lago ha i suoi mostri.
Alla prossima.
Cat.